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La Sardegna e il centro funzionale (che non c’è)

Se ne era occupato ieri Il Sole 24 Ore e ce ne eravamo occupati noi, con Mariano Maugeri. Oggi ci pensa Sergio Rizzo sul Corriere della Sera: non passa mese, dal 2004, nel quale la Protezione civile nazionale non raccomandi a quella sarda di istituire il Centro funzionale per la pianificazione degli interventi di protezione civile, quello che in sostanza deve occuparsi proprio dell’allerta meteo, dei livelli di allarme, di stabilire cosa vada fatto e cosa no. Nota giustamente Rizzo che è un altro esempio del federalismo casuale nel quale siamo stati gettati dal momento della sciagurata riforma del titolo V della Costituzione. Alle nostre domande su questo tema l’assessore alla protezione civile Biancareddu ci ha dato risposte che mi hanno lasciato molto perplesso. A voi il giudizio

Abbiamo fatto una delibera che mira a istituirlo, ma stiamo sopperendo con la struttura della protezione civile che abbiamo in Sardegna. Comunque nulla c’entra con questo evento. Andare a cercare organismi di 7,8 o 20 persone che devono dare l’allarme meteo elevato a poco serve. Pensino i professori del giorno dopo a chi è sul campo e ad adoperarsi fattivamente per risolvere i problemi e a dire cosa si doveva fare e a fare recriminazioni, ne abbiamo le tasche piene di queste persone. L’allarme elevato è stato dato in tempi utili, i sindaci hanno recepito. Il punto è che l’allarme è l’allarme di un pericolo potenziale. Quando diventa concreto, dove si materializzi, in quale forma e in quale violenza è una questione da indovini. Da noi è franata una montagna, individuare quale montagna sarebbe franata, dove e chi ci sarebbe potuto passare sotto non si poteva fare. C’erano tre metri d’acqua, abbiamo avuto in tre giorni le precipitazioni che abbiamo in sei mesi. Sono cose fuori dalla norma. Cosa potesse fare un sindaco non lo so, qua di allerte se ne danno venti ogni quattro mesi: se dici di rimanere in casa annegano in casa, se dici di andare fuori casa annegano in macchina, se dici di andare sulla montagna gli frana la montagna addosso. Questi sono eventi prevedibili in astratto, ma in concreto sono eventi eccezionali.

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