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Baci, abbracci, saluti, ringraziamenti e tutto il resto

Come forse saprete, da settembre cambia il nostro palinsesto e la fascia dalle 9 alle 11 sarà condotta e curata da Giovanni Minoli. Sgombro subito il campo dall’idea che io possa essermela presa: considero Minoli un eccellente acquisto per la nostra radio. E’ uno che ha fatto scuola nell’arte del racconto e il racconto, in radio, è quasi tutto: non può che farci bene.

Per quanto mi riguarda farò altro (dettagli in futuro) ovviamente sempre qua a Radio24.

Queste poche righe sono dedicate ai ringraziamenti.

I primi vanno a tutti quelli che hanno continuato a seguire la trasmissione nonostante l’uscita di scena di Oscar Giannino. Il compito che mi era stato affidato – quello di sostituirlo – non era facile, ma gli ascolti hanno tenuto. Ne sono particolarmente felice, visto che , pur condividendo solo una parte delle cose che dice, ho grandissima stima di Oscar, delle sue capacità, del suo cervello. Dunque grazie a tutti gli ascoltatori, ma in particolare agli aficionados di Giannino e agli aderenti/simpatizzanti di Fare che hanno tenuta accesa la radio dalle 9 alle 10.

I secondi sono per tutti coloro che hanno scritto sul blog, sulla pagina Facebook, che mi hanno contattato su Twitter, che hanno scritto mail. Considero l’interazione in rete fondamentale, perché mi consente di leggere pezzi di realtà che a volte sfuggono, dagli spunti per il dibattito ai racconti di vita, passando per le critiche, anche aspre e tranchant: tutto utile a migliorarsi. Ne ho fatto e ne faccio tesoro (non è una frase fatta, fidatevi)

I terzi sono per chi lavora qua dentro, ma – come si dice – dovrebbero essere i primi. Quando si pensa ad una trasmissione in onda in orario di punta, si immagina una redazione enorme, una squadra intera che ci lavora. In realtà parliamo di due persone, dove una delle due sono io. L’altra è Alessandro Marcotulli, preziosissimo per gli spunti e le idee, molto più che per l’organizzazione del programma. Grazie anche a chi è stato al centralino (beccandosi giornate da 60 telefonate) e ai tecnici di regia, costretti ad inserire audio dell’ultimo minuto e rotture di scatole notevoli.

In chiusura: quasi certamente anche #Votantonio non ci sarà più. Spero che queste 44 puntate della prima trasmissione radiotelevisiva italiana dedicata all’interazione tra rete e politica possano avervi arricchiti. Non mi disturba nemmeno questo: ogni programma ha un ciclo e quello di #Votantonio, presumibilmente, era esaurito.

Baci, abbracci, saluti, ringraziamenti. Ci leggiamo qua o, se volete, su Twitter

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