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Sulla vicenda dell’Avvocato dello Stato

Il Giornale decide di aprirci: “Renzi, il giallo dell’avvocato”. Un po’ forte, secondo me, ma ognuno fa le campagne di stampa che crede. Il caso è quello di Giustina Noviello, l’Avvocato dello Stato che ha difeso il Governo davanti alla Corte Costituzionale nel ricorso contro la norma che ha bloccato l’indicizzazione delle pensioni per il 2012 e il 2013. Sapete come è andata: la Corte ha accolto il ricorso, dichiarata l’incostituzionalità della norma, obbligato lo Stato a rifondere i pensionati.

Noviello su Twitter, nelle settimane passate, si è lasciata andare ad una serie di prese di posizione piuttosto forti in merito all’esecutivo, al presidente del Consiglio, alla stessa legge Fornero, con frasi come “Il ragazzo è mooolto nervoso, circondato da yesboys e yesgirls non si capacita dei suoi fallimenti“; “Renzi in Egitto, sulle orme di Napoleone ma con molta più chiacchiera“; ce ne sono una serie nei quali accusa Renzi di arroganza, di “rottamare i diritti” e commenta la stessa sentenza della Corte Costituzionale riportando il link ad un articolo di Gustavo Zagrebelsky e parlando di “maltolto pensioni“.

Dopo aver riportato la cosa, citando Riccardo Puglisi, economista e attivista di Italia Unica che ha recuperato i tweet dell’avvocato Noviello (ora protetti), ho avuto una discussione molto animata sui social con alcuni utenti. Tralascio qualche insulto che mi sono beccato, ma se volete ricostruire questa lunga e complessa conversazione la trovate qua. All’interno troverete anche l’accusa velata di essere un giornalista “che non difende la libertà di opinione”.

L’Avvocatura dello Stato è “l’organo legale dello Stato al quale sono assegnati compiti di consulenza giuridica e di difesa delle Amministrazioni Statali in tutti i giudizi civili, penali, amministrativi, arbitrali, comunitari e internazionali”, come trovate descritto sul sito. Gli avvocati dello Stato sono 347 e sono una sorta di corpo d’elite dei dipendenti pubblici (anche dal lato degli stipendi)

Voglio essere molto chiaro NON CREDO che l’avvocato dello Stato Giustina Noviello abbia “volutamente” perso la causa per creare problemi all’esecutivo. Qua, peraltro, trovate l’udienza pubblica sul tema, l’intervento di Noviello è intorno al minuto 40 e, per quel poco che capisco, mi sembra convincente. Posto che ravviso un problema di pesi e misure, tipico di questo Paese: se, per pura ipotesi, ci fosse stata in ballo una sentenza sulla legge sulla fecondazione assistita e se, per pura ipotesi, l’Avvocato dello Stato fosse stato un pro vita e avesse diffuso su Twitter i contenuti della Croce di Adinolfi o gli infuocati pezzi di Ferrara contro l’aborto, avremmo alzato un casino. Ma, ripeto, mi sembra che l’avvocato abbia svolto correttamente il suo lavoro.

Il punto è se sia opportuno che un servitore dello Stato, componente di un corpo d’elite, faccia certe dichiarazioni e utilizzi certi toni. E’ un discorso che prescinde da chi occupa le stanze di Palazzo Chigi, è un discorso che ha a che fare col senso del ruolo, col lavoro che si fa, molto semplicemente col buon senso, perché – tra l’altro – sono proprio questi comportamenti che alimentano sospetti che possono risultare infondati. Non a caso l’articolo 9 del codice etico recita

Gli avvocati e procuratori dello Stato improntano i propri rapporti con l’esterno, in particolare con i mezzi di comunicazione, a cautela e riservatezza, al fine di evitare la diffusione di notizie pregiudizievoli per l’interesse dell’amministrazione patrocinata

 

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Ultimi commenti

  • david 6 luglio 2015 / ore 10:21

    La norma dice che i limiti sono finalizzati a evitare diffusione di notizie pregiudizievoli quindi senza diffusione niente limite (altrimenti è censura).
    La Sua interpretazione estensiva non sta in piedi e – sopratutto – non è giusto far pensare che siano stati violati articoli del codice etico sulla base di una propria interpretazione.

  • david 15 maggio 2015 / ore 15:29

    Visto l’art. 9, nel caso in esame le “notizie pregiudizievoli per l’interesse dell’amministrazione patrocinata” che l’avvocato avrebbe diffuso quali sarebbero ?

    1. Simone Spetia 19 maggio 2015 / ore 09:49

      Là non c’è scritto che il comportamento censurabile debba consistere nella diffusione in sé, ma nella relazione con i media (anche digitali, aggiungo io) che possono condurre alla diffusione di notizie pregiudizievoli etc.