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La corruzione e l’oppressione

bureaucrat_2Va di moda, non c’è che dire. Più che l’onestà (cit. Beppe Grillo) va di moda dire che la corruzione è il grande male del Paese, il problema più urgente da risolvere, la cappa che opprime l’Italia. E’ tutto vero, per carità, lungi da noi fare del benaltrismo. Siam qua, quindi, ad accogliere il giusto richiamo del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, arrivato fresco fresco

Un sistema che non è in grado di combattere con decisione, e con successo, la criminalità organizzata, la corruzione, l’evasione fiscale non è compatibile con un’economia di mercato equa ed efficiente, scoraggia gli imprenditori onesti, italiani e stranieri.

Affermazione ineccepibile, alla quale ci sentiamo di aggiungere una postilla, tutta nostra:

Gli imprenditori onesti vengono scoraggiati da corruzione, mafia ed evasione fiscale tanto quanto da un sistema regolatorio demenziale e imprevedibile e da meccanismi fiscali oppressivi. Sono proprio questi, peraltro, a costituire il terreno ideale per la coltivazione dell’illegalità, concedendo per esempio ai dirigenti pubblici disonesti (unici in grado di viaggiare agilmente tra leggi e regolamenti scritti in statal-aramaico) margini di discrezionalità e di potere enormi.

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