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Un’ulteriore curiosità sul match Alfano-Nozze gay

Ora, facciamo pure finta che non esistano coppie omosessuali italiane che si sono sposate all’Estero. Facciamo finta solo per un attimo.

Metti che ti si presenti a Roma, Torino, Milano, Bologna, Grosseto, Venezia o dove ti pare una delle sei coppie che si sono sposate in Olanda il 1° aprile del 2001, quando Amsterdam ha dato il via libera alle unioni gay. Due persone che non solo si sono sposate, ma che son tredici anni che vivono insieme, tra tutti i normali alti e bassi dei matrimoni e che, insomma, hanno una grande solidità di coppia. Magari si sono separati, si son traditi, son tornati insieme, magari hanno avuto un figlio o una figlia o tutti e due o anche tre. Insomma, si presentano loro.

Gli dici che UNA CIRCOLARE DEL MINISTERO DELL’INTERNO ti vieta di registrare il loro matrimonio, mentre  la coppia etero che si è sposata a stracazzo a Las Vegas due settimane prima può registrare la sua unione? Ma con che coraggio?

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Ultimi commenti

  • Attilio Turco 8 ottobre 2014 / ore 11:32

    la bigamia non sussiste se non c’è il matrimonio (intendo quello omosessuale). Se la legge non riconosce un titolo di studio conseguito all’estero, non puoi esercitare in Italia. L’europa è un problema, ma non può imporre anche il codice penale.Non tutti gli stati europei definiscono come matrimonio le garanzie riconosciute alle unioni omosessuali, quindi anche qui bisogna vedere e definire cos’è una coppia che vuole vivere more uxorio (strana definizione per omosessuali)

  • Attilio Turco 8 ottobre 2014 / ore 11:19

    prima di parlare bisogna definire cos’è il matrimonio.
    storicamente in tutte le culture, pur con caratteristiche diverse, il matrimoni è stato concepito come il sistema più efficiente per garantire la continuità della specie ed al contempo dell’individuo.
    In breve non ha nulla a che fare con l’affettività tra individui sia etero che omo.
    L’amore è condizione auspicabile, ma non necessaria al matrimonio.
    La sterilità è da sempre stata considerata una delle condizione per il ripudio o divorzio che dir si voglia.
    il cosìdetto matrimoni tra omosessuali è un ossimoro ed è impossibile da definire se non come coppia e basta. Posso chiamare cavallo un somaro, ma quello resta un somaro.
    Tutto il resto sono chiacchere che nascondo interessi economici.

  • daniele 8 ottobre 2014 / ore 10:18

    Ti sbagli Simone, è tipica di un partito con l’acqua alla gola, le elezioni alle porte (anche se spero di no) e lo spettro di fare la fine di AN. Alfano vorrebbe racimolare i voti di qualche Sentinella,e in realtà dei diritti o dell’ordine pubblico non importa niente a nessuno

  • carlo fossati 8 ottobre 2014 / ore 09:37

    Il paradosso è che il divieto è motivato da ragioni di ordine pubblico. Non è un caso: i trattati internazionali sul riconoscimento dei matrimoni lo menzionano come possibile deroga “generica” al riconoscimento automatico (NB: riconoscimento che funziona bilateralmente).

    Mettiamo che un italiano e un francese si sposino in Francia e chiedano la registrazione della loro unione in Italia. Per motivi di “ordine pubblico” il sindaco risponde di no, seguendo la circolare. Mettiamo ora che, preso atto del rifiuto, il coniuge italiano, legalmente celibe per la legge italiana, presenti, seduta stante, i documenti per sposarsi con un’italiana. Coerentemente, il sindaco glieli deve accettare e deve avviare la procedura, che non è discrezionale.

    Domanda: il coniuge francese non avrebbe di che denunciare il sindaco per favoreggiamento della bigamia? E il prefetto? E il ministro? E’ più turbativa dell’ordine pubblico la presa d’atto di un matrimonio legalmente contratto all’estero, o la bigamia (reato da codice penale)?

    1. Simone 8 ottobre 2014 / ore 10:00

      Infatti, Carlo, pensare di risolvere questa cosa con una circolare è da pazzi.