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L’operazione Salvini

Visto che se ne parlava stamattina, un breve accenno sull’operazione che sta mettendo in campo Salvini, che si sta candidando più o meno esplicitamente alla guida di una nuova destra.
1) Renzi assorbe il cosiddetto “elettorato moderato”, quello che tradizionalmente (semplifico molto) stava con Berlusconi e con la frangia meno estrema di alleanza nazionale. A destra di tutto questo si apre una prateria

2) Ha nazionalizzato la Lega, facendo comizi praticamente in tutta Italia. A volte con risultati discutibili (la contestazione a Napoli), ma senza mai sottrarsi. E’ arrivato a dichiarare che quest’anno tiferà Italia, cosa impensabile per un leghista fino a qualche hanno fa.

3) In questa discesa verso sud per una copertura di tutto il territorio, ha combattuto e sta combattendo una battaglia per l’uscita dall’Euro molto discutibile ma di portata non solamente localistica.

4) “Nazionalizzata” la Lega, nulla impedisce un accordo con Meloni, Crosetto e soci: un 3,5% circa dell’elettorato molto meno liquido rispetto a quello che vota per i cosiddetti partiti tradizionali. Probabilmente con l’idea di attrarre il lato destro e antieuropeista del Movimento 5 Stelle, che su temi come immigrazione ed Europa sconta molte contraddizioni interne. I messaggi di Salvini su questi due fronti sono molto netti. Aggiungo: rimasugli di Forza Italia.

Insomma, un’idea di lepenizzazione della destra italiana che (non ci sono valutazioni di merito, ma pura valutazione di prospettiva politica) potrebbe funzionare, pur scontando un notevole ritardo rispetto agli altri Paesi. Le variabili da cui dipenderà il successo o meno dell’operazione sono: come si muoverà l’Europa nei prossimi due-tre anni, come e quando usciremo dalla crisi. La mia idea è che, in tutto questo, il successo o meno del Governo Renzi in politica interna sia una variabile quasi ininfluente.

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