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Nota a margine sulle inchieste. La concorrenza violentata

Ci sarà tempo. La giustizia farà il suo solito, lentissimo corso e vedremo chi uscirà pulito e chi sporco dalle inchieste per corruzione e malversazioni che si stanno accumulando nelle procure di tutta Italia e le cui notizie stanno riempiendo le nostre pagine. Ma c’è un filo tutt’altro che sottile che unisce una serie di vicende economiche e giudiziarie delle quali ci siamo occupati in questi mesi. Un filo che unisce il Mose, l’Expo, il caso Carige, Banca Marche e molte altre vicende, alcune di rilievo nazionale, altre di rilievo locale: è la macroscopica, costante violazione delle regole della concorrenza da parte di pezzi del mondo politico o bancario, con la collaborazione di pezzi del mondo imprenditoriale, che in alcuni casi hanno preferito rifugiarsi nella rendita delle conoscenze piuttosto che affrontare il mercato.

Succede quando Carige, come ben racconta la durissima relazione della Banca d’Italia, concede crediti agli amici, non basandosi dunque sulla condizione oggettiva dell’impresa e sulle sue prospettive di sviluppo, ma su quanto conti qualcuno all’interno del sistema di potere locale, così come avviene per Banca Marche, commissariata da Palazzo Koch anche per questi motivi. Succede quando negli appalti pubblici, come parzialmente avvenuto per l’Expo e come avvenuto costantemente per il Mose (così come per la sanità veneta, come ben racconta Paolo Mazzaro ne “I padroni del Veneto”) si procede per affidamenti diretti o si fa sì che il project financing premi solo alcune imprese “amiche”.

In questo modo si è tolto credito bancario e lavoro a chi magari lo avrebbe meritato.

La crisi è stata terribile, ma ha avuto l’indiscutibile merito di scoperchiare una serie di pentoloni, rendendo economicamente insostenibili questi sistemi e scardinando assetti di potere consolidati da decenni. Un’operazione di pulizia, di igiene del sistema che ha preso corpo in questi ultimi mesi. Ci è costata troppo in termini di imprese che hanno dovuto chiudere (e chissà quante proprio per questi motivi) ma forse può aver aperto una fase nuova.  O almeno lo spero.

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