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Una foto

C’è una foto della quale non riesco a rintracciare l’origine. So che è stata scattata durante uno degli incontri tra Hitler e Mussolini, ma non so quando e dove e anche in rete non si trova molto. So che è un pezzo straordinario, che mi è capitato davanti per caso perché è sulla copertina del VI volume della Storia d’Italia (Laterza, uscito con il Sole 24 Ore). Una foto per molti versi enigmatica, nelle espressioni dei due protagonisti della foto e responsabili del martirio d’Europa.

I due sono in primo piano, su una specie di campo pianeggiante, forse coperto d’erba, forse coperto di fango. Hitler, sulla destra rispetto a chi guarda la foto, sembra osservare un punto lontano, una specie di orizzonte, lievemente sopra la macchina fotografica, con un espressione quasi caricaturale. Per intenderci: sembra quasi il Chaplin del Dittatore, o un qualsiasi imitatore. Eppure, se si guarda più attentamente, sembra intravedersi un’ombra di sorriso. Dietro di lui, schierati sull’attenti, sempre più sfocati dalla prospettiva, una serie di gerarchi e alti dignitari, non tutti in divisa.

Mussolini viene colto mentre gli sta per passare davanti, quasi come se stesse passando in rivista le truppe, ma l’aria è tutt’altro che marziale. Ha le mani nelle tasche del cappotto e sorride in maniera enigmatica. Gli occhi stanchi. E’ forse, tra quelle che ho visto, la foto nella quale Mussolini sembra più italiano. Ha qualcosa dell’Alberto Sordi della grande guerra: quel sorriso sembra quasi canzonatorio, come se pensasse (non senza ragioni) di avere a che fare con un matto. Ma è anche un sorriso che potrebbe sembrare amaro: la consapevolezza di essersi alleato con un folle, di essersi gettato in qualcosa di più grande di lui, la convinzione dell’impossibilità di tirarsi indietro.

O ancora: quell’ombra di sorriso sul volto di Hitler, colto in un momento di scarsa ufficialità, è un vero sorriso. Cioè, come se Hitler stesse imitando sé stesso o persino Mussolini, assumendo un’espressione caricaturalmente marziale. Mussolini sorride perché è una sorta di gioco tra loro. Questa foto (indipendentemente dai protagonisti), per me è un capolavoro. Eccola

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