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Prorogolandia

Vorrei parlare di due cose che mi sembrano sintomatiche di come funziona questo Paese, di come l’attività normativa, ministeriale o governativa, sia dettata da un inseguimento costante della scadenza successiva, la quale, siccome è sempre ad un passo, diventa emergenza. E di come si supplisca a questo problema con l’istituto della proroga, la cui applicazione diventa tanto estesa da dover realizzare un decreto che ne prende il nome (due, in questo caso).

Il primo caso riguarda i versamenti delle imposte per i cittadini dei comuni colpiti dall’alluvione del 18 novembre in Sardegna. Tenete ben presente la data: 18 novembre. All’atto dell’alluvione si decide che scatta la sospensione dei tributi, ma appena un mese dopo (il 20/12) il ministero dell’Economia emana un decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 dicembre, nel quale si stabilisce che la scadenza è il 27 dicembre. Gli alluvionati sardi si trovano improvvisamente a dover pagare le tasse entro una settimana. Ma il 21 e 22 sono sabato e domenica, il 25 e il 26 sono giorno di festa: possono farlo solo il 23 (giorno di pubblicazione del decreto), il 24 (la vigilia di Natale) o il 27.

Per gli altri non c’è problema, perché arriva uno dei due gemelli terribili, il decreto milleproroghe bis, numerato 151/2013: gli adempimenti sospesi possono essere effettuati dal 24 gennaio al 17 febbraio 2014, senza sanzioni e senza interessi. Solo che il decreto arriva dopo la scadenza del 27 dicembre. Mi chiedo come si sentano quelli che si sono messi in coda il giorno della vigilia di Natale per pagare quello che devono. Mi chiedo perché nessuno abbia pensato prima a fissare una data qualsiasi del 2014. 

Il secondo caso riguarda la proroga per il completamento dell’adeguamento alle norme di prevenzione incendi nelle strutture turistiche e alberghiere sopra i 25 posti letto. Il decreto ministeriale che stabilisce le nuove norme data 9/4/1994: sono passati quasi vent’anni. Nel marzo del 2012 il ministero dell’Interno emana un altro decreto contenente un “piano biennale straordinario” per l’adeguamento (a 18 anni dalle disposizioni), nel quale imponeva alle aziende il termine di 30 giorni entro il quale presentare il piano. Evidentemente non era stato abbastanza perentorio.

Di proroga in proroga dovremo aspettare che qualche albergo vada in fiamme (sperando che non ci siano turisti o lavoratori dentro), per riempire pagine di giornale raccontando come la struttura non si fosse adeguata alle normative. Interverranno ministri, governi emaneranno norme stringentissime, ma naturalmente soggette a proroga.

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