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Conversazione radiofonica con uno dei forconi

Conosco già l’obiezione: tu hai il culo al caldo, un posto di lavoro, non ti permettere, resta nel tuo posto ipergarantito, fatti gli affari tuoi, non puoi capire la rabbia della gente. Ma visto che l’obiezione è insensata, perché vorrebbe dire che, in quanto occupato, non ho diritto di pensare al mio Paese, trascrivo comunque l’intervista radiofonica con uno dei coordinatori della protesta a Torino

Non voglio essere offensivo, ma quando si coordina una cosa come quella di oggi penso che si debbano avere le idee un po’ più chiare (con tutto il rispetto per la rabbia di un disoccupato, come il mio interlocutore ha dichiarato di essere).

Mi spiega perché protestate?

“Siamo dei cittadini normalissimi, protestiamo perché questo Governo non ha risposto ai problemi che ci sono nel Paese. Vogliamo che si dimetta”

E quindi protestate solo per avere le dimissioni del Governo?

“Noi vogliamo che si dimetta, tutto qua”.

E la parte propositiva?

(attimo di silenzio) “La parte propositiva? Proponiamo che al Governo ci vada gente eletta da noi, non gente che si autoelegge. Perché noi queste persone qua non le abbiamo elette”

Cosa volete che faccia questa gente eletta da voi?

“Che metta le cose a posto”

In che modo?

“Che non faccia i tagli alla sanità, che non faccia tagli sui disabili. Non è possibile che in un Paese come l’Italia ci siano tre milioni di disoccupati. E io sono uno di questi. I commercianti, gli ambulanti che sono tartassati dalle tasse, non si può più andare avanti così”

Mh

“Non è possibile, loro sono ricchi, hanno tutte le agevolazioni e il popolo va a cercare la frutta e la verdura al mercato”.

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Ultimi commenti

  • maria 9 dicembre 2013 / ore 18:30

    Ammazza! Commovente come ha pensato al paese con questa micro intervista. Stra-bi-lian-te.