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Terra dei fuochi, tutto troppo tardi

Chiedo perdono a tutti quelli che se ne sono occupati fino in fondo, ne hanno scritto, si sono attivati, conoscono tutte le carte. Ne so poco, ho letto ieri l’audizione desecretata di Schiavone e un sacco di gente mi dice, oggi, che si sapeva già tutto. Chiedo perdono come giornalista: molti di noi hanno letto poco e male, sottovalutato, non compreso. Succede spesso? Non lo so. Succede spesso quando si tratta di tesi non ortodosse, idee che non hanno ancora sfondato, abbiamo il difetto di essere mainstream quasi sempre e quasi per definizione. Ma non può e deve succedere quando c’è in gioco così tanto, un intero pezzo del mio Paese, della mia terra, della mia gente schiacciato, violentato, vilipeso.

In provincia di Napoli i tumori al colon-retto avevano un’incidenza di 17,1 ogni 100mila abitanti tra l’88 e il ’90 e di 31,1 negli anni 2000. E’ solo un esempio, c’è altro qua e i tassi di mortalità sono altissimi. Qualcuno lo chiama “biocidio”, ma il dizionario Heopli mi dice che significa “strage di animali”. No, se a questo assassinio di massa vogliamo dare un nome, quello corretto è “genocidio”. Secondo la definizione delle Nazioni Unite

La deliberata e sistematica distruzione, parziale o totale, di un gruppo etnico, religioso o nazionale

Quel gruppo nazionale è il mio e fino ad oggi non me ne ero accorto.

Ma chi è il genocida? La camorra. Ovvio. Però a non riesco capacitarmi del fatto che Carmine Schiavone abbia parlato davanti alla commissione sui rifiuti nel 1997 e con i magistrati ancora prima raccontando tantissime cose, portando persino gli investigatori nei luoghi delle discariche, dicendo che se volevano avere una mappa precisa di tutti i luoghi dove erano sepolti i rifiuti tossici bastava rivolgersi ad un avvocato che gestiva tutto, Cipriano Chianese. Fossi stato un presidente della commissione o anche solo un membro mi sarei alzato, avrei preso una macchina tipo quella con la quale i Blues Brothers andavano a pubblicizzare il concerto, per gridare a tutta quella gente di andarsene, di non mangiare i prodotti della loro terra, di non bere quell’acqua o almeno di non dare quel cibo e quell’acqua ai loro figli. O forse non l’avrei fatto, non lo so, ma mi piace immaginarlo.

E se fossi stato un uomo di Governo avrei commissariato comuni, magari tutti quei 106 che Schiavone dice essere stati o essere letteralmente nelle mani dei Casalesi, avrei mandato l’esercito in massa a scavare, cercare, analizzare, pulire, bonificare, persino sparare alle ruote dei camion che di notte arrivavano dal nord, dal sud, dal centro, dalla Germania per riversare scorie industriali nei terreni. Avrei persino varato leggi speciali.

Ma è troppo tardi e già me la vedo la storia. Verrà varata una legge con la quale si vuole affrontare l’emergenza, che passerà da Camera e Senato e decine di decreti attuativi. Si affideranno gare d’appalto a ditte che chissà quante saranno già in mano alla camorra (che vista la capacità industriale e di programmazione avrà già provveduto a comprare e ripulire dalle tracce). E chissà come, se e quando queste bonifiche saranno fatte.

p.s.

Chiedo scusa per l’uso della pancia, più che del cervello

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Ultimi commenti

  • Angela 1 novembre 2013 / ore 18:11

    Caro Simone, se tu fossi andato in giro a gridare, semplicemente… non sarebbe successo nulla. Credi che non ci sia chi l’ha fatto? Persone documentate, cittadini che hanno urlato, dati alla mano, la verità. Il punto è che uno che grida è solo questo: una persona che disturba, che fa chiasso, finanche demagoga e populista. Basta gridare più forte, o distrarre con altri mezzi e tutto diventerà confuso, ambiguo. Fin troppo facile seppellire tutto.