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Dopo la svolta di Alfano e la rottura conclamata

Si è appena consumata l’apparente rottura tra Silvio Berlusconi e Angelino Alfano: il primo chiede il ritorno alle urne, il secondo la fiducia al Governo Letta.

Sono circa dieci anni che, ad ogni tornata elettorale, giornalisti, commentatori e docenti universitari si affrettano a dichiarare la fine politica del Cavaliere. Invito a prestare un supplemento di attenzione, come sempre in queste occasioni. Il Governo che presumibilmente (ri)nascerà domani si troverà a dover fare scelte impopolari, di qualsiasi tipo esse siano: se saranno tagli di spesa pubblica toccheranno il nervo scoperto di chi vive di spesa pubblica; se saranno liberalizzazioni toccheranno gli orticelli; se aumenti di tasse, peggio mi sento.

Silvio Berlusconi avrà il vantaggio di stare all’opposizione e ci starà con un gruppo nutritissimo di deputati e senatori. Se poi decidesse di cavalcare, cosa che non mi sembra completamente improbabile, una battaglia anti euro, potrebbe raccogliere ancora una volta molti più consensi di quelli che i sondaggisti ad oggi gli attribuiscono.

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