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Ma davvero la sentenza della Cassazione interessa a qualcuno?

Vada come vada, assolto o condannato, la sentenza della Cassazione su Silvio Berlusconi certificherà, come già sta facendo la stessa attesa della sentenza,  l’impastoiamento del Paese nelle identiche logiche che lo hanno portato dove si trova.

La stragrande maggioranza degli Italiani, dopo tutti questi anni nei quali le vicende giudiziarie e quelle politiche si sono intrecciate, non sa più nemmeno di che processo si stia parlando e di cosa sia accusato il Cavaliere. La stragrande maggioranza degli Italiani ne ha le scatole piene di questo come delle beghe interne del PD (tanto per dirne una) e vive queste vicende con fastidio, come l’ennesimo segnale di immobilismo di un Paese che non riesce a liberarsi dei suoi fantasmi.

Vuole Governo, questa maggioranza di Italiani, vuole vedere un Paese che si risveglia, si riscatta, riparte, si libera. Vuole una politica che affronti nodi come l’oppressione burocratica e fiscale, l’evasione, il sistema infrastrutturale, aggredisca il debito, combatta a Bruxelles per una sua visione dell’Europa. E trova inaccettabile, tra l’altro, che i processi del Cavaliere continuino ad essere un punto centrale della nostra vicenda politica, sempre prioritari rispetto alle migliaia di piccoli processi, penali e civili, che imballano la nostra giustizia.

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Ultimi commenti

  • Andrea 29 luglio 2013 / ore 20:21

    Carissimo Simone,
    l’affaire Berlusconi non è il solo tormentone che una politica inetta, pigra e inerte, chiama a pretesto per non prendere le decisioni che dovrebbe invece assumere. Il caso Kyenge è un altro esempio di come si possa elevare una semplice becerata (espressa tra l’altro non certo da una delle menti più illuminate della storia repubblicana) a caso nazionale, a pretesto per dire che l’italia è razzista. E se qualche troglodita si diverte a lanciar banane all’indirizzo del Ministro è forse un buon motivo per paralizzare l’attività del parlamento con mozioni di solidarietà e richieste di dimissioni ? Pur con le storpiature tipiche di ogni società imperfetta, l’italia non è mai stata razzista: al contrario ha mostrato doti di tolleranza fuori dal comune. Ora, purtroppo, giunte a limiti da esasperazione: lo “straniero” ha più diritti del cittadino, spesso l’impunità e gode, sempre, sottolineo sempre, dell’estrema considerazione delle alte gerarchie. L’italiano che sempre meno spesso trova la giusta considerazione dei propri bisogni sia nei palazzi della politica che in quelli delle amministrazioni locali, reagisce … più per rabbia nei confronti dei propri leader che nei confronti del colore della pelle di chicchessia.
    Ma si sa … si parli di tutto purchè non si parli di ciò che è importante: ed allora ecco che la battaglia politica, fine a se stessa, si rifugia nel “diritto” violato da Berlusconi (che avrà palpato qualche chiappa come del resto fanno da sempre i potenti) e sulle idiote sparate di un “diversamente abile”.
    E la magistratura gli fa da contro canto impeccabile. Da sempre.

  • Luigi Rosa 29 luglio 2013 / ore 20:01

    Ben vengano i giornalisti che riportano l’attenzione sui problemi reali e non sui non-problemi.