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Libertà di stampa, il mito del 57° posto

A qualunque giornalista frequenti la rete sarà capitato: nel momento nel quale si esprime una critica nei confronti del Movimento 5 Stelle, che sia sensata o meno si viene aggrediti. E spesso ai giornalisti viene sbattuta in faccia la mitica classifica di Reporter Senza Frontiere sulla libertà di stampa in Italia, che ci vede al 57esimo posto, tra Ungheria e Honh Kong, ben distanziati dalla Spagna (36) , Francia (37), Regno Unito (29), per non parlare di Finlanda, Olanda e Norvegia, che sono sul podio esattamente in quest’ordine.

Non sono il tipo che nega l’evidenza: so benissimo che lo stato della professione non è ottimo. Ma l’idea che quel posto in classifica sia colpa dei giornalisti è un mito da sfatare. Basta leggere.

Secondo Freedom House, che ci vede “parzialmente liberi” e 70esimi in classifica, per esempio, uno dei problemi principali è l’alta concentrazione di mezzi di comunicazione e di raccolta pubblicitaria nelle mani di Silvio Berlusconi, ma anche la legge sulla diffamazione (in via, sperabilmente, di modifica) che prevede il carcere per gli operatori dell’informazione, oltre che le minacce  della criminalità organizzata ai giornalisti. Nel suo rapporto 2012 cita anche il dibattito sulla pubblicazione delle intercettazioni. Ma la sostanza, per quanto riguarda i quotidiani, è questa:

Newspapers are primarily run by political parties or owned by large media groups, but they continue to provide a range of political opinions, including those that are critical of the government.

RSF, nella sua scheda sull’Italia, cita le minacce delle organizzazioni criminali, la concentrazione dei media e le limitazioni all’accesso alla professione di giornalista. Ecco, se proprio dovete accusare di qualcosa noi giornalisti, l’ultimo punto è quello giusto. Se invece la questione è: “Non la pensi come me? Sei un servo”, allora non c’è nemmeno da discutere.

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Ultimi commenti

  • anonimo x forza 17 dicembre 2013 / ore 12:33

    Non ti dico che cinema x diventare solo
    Pubblicista in Lombardia… nn bastano requisiti.. serve anche un colloquio su nn si sa che

  • Mauro Jesolo 4 luglio 2013 / ore 22:06

    Sento alcune voci che indicano il ritorno di Oscar Giannino nel Vs palinsesto.

    Mi auguro che questo NON accada altrimenti perderete una montagna di ascotatori affezionati, compreso il sottoscritto.

    1. Simone 8 luglio 2013 / ore 13:14

      Mauro, non ne so nulla. Ma mi faccia dire che giudico Oscar, a prescindere da quello che è successo, un ottimo professionista.

  • Francesco Pini 3 luglio 2013 / ore 19:04

    E’ vero…fate entrare un pò di ragazzi giovani nelle redazioni, su!