Radio24 | Il Sole 24 ORE

La forza di Berlusconi è (ancora) il politicamente scorretto

Uno dei punti di forza di Silvio Berlusconi, da sempre, l’avversione per il politicamente corretto. Ne fa un gaffeur, ma ne fa anche l’uomo che riesce a solleticare gli istinti di un’ampia porzione dell’opinione pubblica. Il riflesso condizionato dei suoi oppositori e talvolta anche degli alleati è rispondergli come tutti si aspettano che gli si debba rispondere: marcando la distanza tra le sue parole e quello che sarebbe giusto dire. Il gioco del Cavaliere funziona particolarmente bene quando, dicendo cose politicamente scorrette, dice la verità.

Un esempio classico è l’espressione “stato di polizia tributaria”: ha una carica eversiva pazzesca e però risponde al comune sentire di molti tra coloro che, in piena recessione, si trovano a fare i conti con gli esattori delle tasse e con un onere della prova sostanzialmente invertito.

Ma la migliore è quella di oggi. L’affermazione secondo la quale per fare gli affari in certi Pesi devi pagare una mazzetta, colpisce perchè detta da un alto responsabile politico ed ex presidente del Consiglio, ma è incontestabile. Maroni, per distinguersi, ha balbettato qualcosa sul fatto che bisogna rafforzare la lotta alla corruzione in tutto il mondo. Bersani parla di “affermazioni abnormi”, ma poi c’è la realpolitik: un Governo di centrosinistra o di qualsiasi colore sottrarrebbe alle società di proprietà dello Stato, che forniscono ricchi dividendi e sono parte di una strategia di politica estera, la possibilità di ottenere grandi commesse, favorendo magari concorrenti francesi o americani? Probabilmente ci sono vie diverse di dare una “tangente”. Esempio: un programma di cooperazione con la controparte governativa che preveda un tot di investimenti. Non so se funzionerebbe. Anzi, probabilmente no. Di certo, rispetto alla negazione della verità, sarebbe stata un’ottima risposta da campagna elettorale

Condividi questo post

Commenta per primo

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.