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Il ministro Passera e la fuga dei cervelli

Dice il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera

La fuga dei cervelli è innanzitutto una buona notizia: vuol dire che abbiamo cervelli e che abbiamo delle buone scuole. Se ci portano via i nostri cervelli vuol dire che abbiamo buone scuole.

Se voleva essere una battuta, non è un granché riuscita. Di certo un ragionamento diverso dalla consueta lamentatio per la partenza dei nostri giovani verso lidi lontani si può fare: il punto non è quanti cervelli fuggono dal nostro Paese, ma quanti ne arrivano dagli altri Paesi. Non è una questione di fuga, ma una questione di saldi. E anche da quel lato siamo messi maluccio.

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Ultimi commenti

  • Davide Colombo 10 settembre 2012 / ore 07:10

    Caro Simone, vale sempre la pena ragionare sui numeri in un Paese che ha visto emigrare alla ricerca di impiego 26 milioni di cittadini nei primi 100 anni della sua storia unitaria. Secondo Almalaurea sono il 4,5% i laureati che dopo un anno all’estero trovano lavoro. In Italia negli ultimi 20 anni, siamo intanto passati da 21a23 milioni di occupati e tantissimi di quei pochissimi nuovi posti sono coperti da lavoratori stranieri perche’ il manifactoring ai nostri non piace più. Verifichiamo che cosa si intende per cervelli e il loro peso reale nel calcolo della produttivita’ totale dei fattori di un Paese, se questo aiuto a uscire dalle solite mistiche sul precariato e la generazione perduta!

  • Lorenzo 8 settembre 2012 / ore 16:51

    Dopo questa sono sempre più convinto di partire appena presa la laurea. In diversi paesi come l’Inghilterra e l’Olanda sei quasi obbligato o almeno fanno di tutto per farti rimanere a lavorare nel loro paese. Non si rendono conto che spendono soldi per farci studiare e non ne hanno un rientro economico, non hanno capito che ogni cervello che fugge sono brevetti e soldi persi dal paese. Ma quando ripartiremo, se non si capisce che il capitale umano e la ricerca sono alla base di un paese?