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Cosa dice esattamente #Fornero (ma che c’è da polemizzare?)

Nell’intervista al WSJ, che trovate integralmente qua, il ministro Fornero, rispondendo ad una domanda dice questo

This reform is a wager on behavior changing in many ways. My big fear is we don’t overcome this challenge. Everyone, not just workers, have to understand and change. That includes youth, who need to know a job isn’t something you obtain by right but something you conquer, struggle for and for which you may even have to make sacrifices.

Non sono un linguista, ma a me la parte incriminata suona così: “…i giovani, che devono sapere che un impiego non è qualcosa che ottieni per diritto, ma qualcosa che ti conquisti, per cui devi combattere e per il quale potresti persino dover fare dei sacrifici…”. Ora, cosa ci sia da polemizzare su questo non mi è esattamente chiaro.

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Ultimi commenti

  • Guglielmo De Sanctis 29 giugno 2012 / ore 09:27

    Da polemizzare c’è che la Fornero dimentica il senso della costituzione (la distinzione che fai tu è da azzeccagarbugli, specie se rapportata al senso dle ragionamento fornero) ed è un’appendice ideologica di un impostazione di pensiero neoliberista evidentemente fallimentare. Va tutto (ri) guardato da un altro punto di vista. E la fornero non è capace di falro. Sorry. Andrà bene a insegnare qualche regoletta ma la visione dei tempi e l’istinto politico difetta drammaticamente.

  • Falena Verde 28 giugno 2012 / ore 14:33

    Il messaggio è chiaro ed è inutile nasconderlo dietro una guerra tra traduzioni. La Fornero, oltre a dire una cosa che sanno tutti (tranne lei, forse), ovvero che il lavoro non è, appunto, un regalo, ha, tra le righe (e mi spiace che la gente non lo veda), ribadito la sua filosofia politica: lo Stato non deve necessariamente garantire la presenza di posti di lavoro, quindi se qualcuno non lavora, pazienza. Non è colpa dello Stato (visto dalla Fornero come un’azienda), ma sua. Ha scaricato la colpa dei disoccupati, che questa riforma aumenterà, sui disoccupati stessi.
    Per quanto riguarda il diritto di lavorare, è inutile rigirare la frittata. Uno Stato che non garantisce volontariamente la presenza di sufficienti posti di lavoro, è uno Stato che impedisce a buona parte della popolazione di lavorare e, de facto, sottrae a questa parte il diritto di lavoro stesso, dato che così molta gente non ha alcuna possibilità pratica e concreta di lavorare. Ma per la Fornero non importa. Colpa loro.

  • DarioOlly 27 giugno 2012 / ore 22:31

    C’è da polemizzare che in un Paese evoluto come si presume dovrebbe essere l’Italia, dovrebbe essere un diritto avere un lavoro dignitoso, si.