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Tutti a gettare la croce addosso ai tedeschi. E se invece…

Secondo il mainstream un pezzo importante della crisi dell’Eurozona è colpa dei tedeschi. Angela Merkel viene dipinta, di volta in volta, come una specie di maestrina del rigore, come una inflessibile custode dell’austerity, come la responsabile del dramma sociale ed economico greco. C’è qualcosa di vero, ma come tutte le estremizzazioni non convince. A leggere bene, il pensiero dei tedeschi è sempre stato un po’ più profondo. Nell’intervista di oggi al Corriere della Sera, il presidente della Bundesbank Weidmann chiarisce bene il punto in questo passaggio, che viene già erroneamente letto come un'”apertura agli Eurobond”

Secondo me bisogna essere realistici riguardo alle soluzioni. E distoglie l’attenzione se si parla soltanto di eurobond senza parlare anche di un controllo centralizzato. Il governo tedesco sta spingendo per un’unione fiscale, un sistema comune di politiche di bilancio, cercando di trovare una soluzione. E apprezzerei molto se il presidente Hollande aprisse il dibattito e discutesse sia del debito comune, sia di cessioni di sovranità e della via comune verso questa nuova unione politica. Ma chiedere soltanto gli eurobond non ci porta da nessuna parte (prosegue qua)

Mi sembra che il commento perfetto a questo ragionamento, che trovo completamente condivisibile, sia in un tweet dello stesso direttore del Corriere della sera. Questo

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Ultimi commenti

  • Luigi Rosa (@l_rsa) 16 giugno 2012 / ore 08:56

    C’e’ stato un momento nella storia recente in cui i politici hanno smesso di guidare e hanno iniziato ad essere guidati. Da coraggiosi decisori sono diventati pavide persone che seguono il flusso piuttosto che cavalcarlo.
    Non so quando sia accaduto e perche’, magari qualche studioso o attento osservatore mi potra’ illuminare o avvisarmi che sto dicendo una valanga di fesserie.