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Una campagna inaccettabile per Pino Masciari

A Pino Masciari, imprenditore in lotta contro la ‘ndrangheta, testimone di giustizia, hanno tolto la scorta ed è sparito. Quel che è successo lo trovate ben raccontato qua. Spero che non gli sia accaduto nulla e comunque il ministero dell’Interno dovrà chiarire. Da ieri sera, però, le caselle di posta elettronica dei giornalisti, compresa quella di Radio24, sono invase da mail che ripetono

Ho appreso che, da stamattina, Pino Masciari, testimone di giustizia, è stato lasciato senza scorta, a Cosenza. Sono fermamente convinto/a che Paese civile non debba e non possa lasciare soli…

Capisco la nobiltà dell’intento, ma il mezzo utilizzato per segnalare alla pubblica opinione quello che è successo è inaccettabile per vari motivi.

L’e-mail è uno strumento di lavoro fondamentale: non dico che si stia occupando la linea produttiva di una fabbrica, ma poco ci manca. Non solo: tramite e-mail riceviamo comunicazioni interne (l’averne persa una, oggi, mi ha già creato un problema) ed esterne. Potrebbero sfuggirmi cose importanti per il mio lavoro o per la collettività: un comunicato stampa che mi dia una notizia che devo dare il prima possibile o un altro col numero di emergenza per gli sfollati in Emilia

E poi c’è una questione più generale. La vicenda della scorta di Masciari è importante, ma chi mi assicura che, ritenendo che il metodo funzioni, le persone che lo utilizzano non decidano di applicarlo anche a fatti di minore gravità, ma che loro ritengono rilevanti?

Mi sembra il caso di smetterla.

 

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Ultimi commenti

  • Brigante Paolo (@Brigante_Paolo) 26 maggio 2012 / ore 08:15

    Questo articolo è vergognoso, scritto con con un intento a comunicare un senso VUOTO, privo di ogni significato. Ogni giorno trovo ostacoli di tutti i generi nelle mie ore di lavoro, ma mai mi sognerei di far sapere al mondo intero le mie lamentele, e tanto meno sbatterei alcuni indirizzi email di privati a tutto il pubblico di internet, in piena violazione della privacy. SENZA PAROLE.

    1. Simone Spetia 26 maggio 2012 / ore 20:38

      Sulle e-mail ha ragione. Su suo “suggerimento” ho tolto l’immagine.

      Sul resto, ribadisco quanto detto sopra Comprendo che possa sembrare una privata lamentela, ma le assicuro che non la ritengo tale. Per la mia generazione e per il mio mestiere la rete è uno strumento di lavoro, come una strada per un agente di commercio. E una sequenza di mail come quella è come una protesta di Tir. Si fidi, ci sono modi più civili.

      1. Brigante Paolo (@Brigante_Paolo) 27 maggio 2012 / ore 13:27

        Comprendo la sua posizione, perchè ancora qualcuno come me rispetta le idee altrui, ma parlare a nome di tutti e per tutti di modi più civili è una vera utopia. In questo stato figure più strane pretendo modi civili, quando le stesse figure abbandonano i civili. Masciari è il simbolo massimo della civiltà, è l’uomo senza peccato che ha scagliato la prima pietra. Non è un pentito, cioè una persona che ha commesso un illecito e poi ha collaborato. E’ un uomo puro, onesta, lavoratore, una semplice persona civile, che ha avuto la sfortuna di incrociare sul suo percorso professionale un ostacolo difficile da rimuovere, però lui ci ha provato lo stesso usando strumenti come la denuncia. Strumenti che lo stato mette a disposizione con alcune note sottoindicate “prima dell’uso provare ad immaginare quale sarà il tuo futuro, nell’opportunità consultare bene la propria famiglia, il proprio avvocato ed il proprio portafoglio”. A questo stato dai modi incivili, possono manifestarsi reazioni a volte alquanto incivili. Saranno i tir, saranno le email, saranno le proteste a equitalia, saranno i cortei antimafia e antiterrorismo, sarà tutto quello che di peggio si può aspettare da uno stato che il peggio continua a coltivare.