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Grillo, il vertice europeo e i pessimi chef

Dopo ben 24 vertici dedicati alla crisi della Grecia e ai problemi di debito dell’Eurozona, il numero 25 è stato destinato alla crescita. Un vertice informale, nella notte, che doveva stabilire l’agenda per quello ufficiale. Come prevedibile non si è arrivati a (quasi) nulla.

Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, i Pirati in Germania, il Fronte Nazionale in Francia e persino i nazisti di Alba Dorata in Grecia riescono ad ottenere consensi grazie a questo. Non c’è visione di lungo termine, manca quella che Vendola definirebbe una “narrazione”, il ruolo dei cosiddetti leader europei si è ridotto a quello di un cuoco di vecchie ricette, spesso sbagliate, ma che pensano  portino consensi (o quantomeno li mantengano). E non si tiri fuori la questione della fine delle ideologie. Tra i post-ideologici troviamo anche gente come Blair, Clinton e lo stesso Bush, che sono riusciti a raccontare qualcosa di nuovo, a tracciare delle strade. Che percorrerle sia stato fruttuoso o meno è un altro discorso.

Grillo non è un frutto dell'”antipolitica”, ma trae linfa proprio dall’assenza di politica.

 

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