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Monti sull’Economist di questa settimana. I soliti inglesi

Monti sull'Economist di questa settimana. I soliti inglesi

L’intento sarebbe anche buono: far capire quanto la materia del mercato del lavoro sia ingarbugliata, quanto difficile sia da sbrogliare la matassa per Monti. Però, questa storia degli spaghetti, del tovagliolone, della fiaschetta di vino (ne vendono ancora?) butta tutto in macchietta italiana. I soliti inglesi, alla fin fine.

In realtà il pezzo descrive abbastanza chiaramente la situazione. Dice che la protesta contro la riforma potrebbe diventare violenta “e non solo nelle strade”. Si citano il decimo anniversario della morte di Marco Biagi,  i proiettili inviati a Monti e Fornero e persino la maglietta della foto con Diliberto, anche se – si aggiunge – le prove di una minaccia credibile sono scarse.

Sul merito il settimanale è abbastanza duro:

Monti, che sta programmando un roadshow per promuovere l’Italia, dice che quest’ultima riforma dovrebbe rimuovere gli ultimi ostacoli all’attrazione di investimenti. E’ un’esagerazione. Lasciando da parte disincentivi come la corruzione pervasiva, la folle burocrazia e il crimine organizzato, ci si chiede se la riforma farà abbastanza per stimolare una crescita che finora l’Italia ha mancato di generare.

Segnali positivi, invece, da come gli Italiani abbiano accolto questo nuovo stile di Governo.

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