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La guerra all’Iran e la simulazione americana

Il New York Times racconta che l’esercito americano ha realizzato un cosiddetto “war game” sulla possibilità di una guerra all’Iran.

Consiste in questo: si ipotizza che Israele attacchi e che, durante i combattimenti, un missile iraniano colpisca una nave da guerra della marina USA nel golfo persico, uccidendo 200 militari, con Washington che a questo punto sarebbe costretta a rispondere.

Il risultato ha accresciuto le preoccupazioni dei militari americani per un eventuale “first strike” israeliano e per la conseguente reazione iraniana. L’anonimo ufficiale citato dal NYT usa aggettivi come “imprevedibile” o espressioni come “dalla natura incontrollabile”, si parla di molti morti tra i soldati americani e di un allargamento del conflitto

C’è di più. Se Israele colpisse – secondo gli americani – riuscirebbe a ritardare di circa un anno il completamento del programma nucleare iraniano, se lo facessero anche gli Stati Uniti se ne aggiungerebbero altri due. Si guadagnerebbero appena 3 anni. Senza contare tutti gli altri rischi connessi che – nel mio piccolo – mi ero permesso di elencare qualche giorno fa.

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