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L’8 marzo, noi uomini, la shoah, un memoriale, l’ironia e altre cose #8marzoTroll

Questa mattina molto presto, su Twitter, @asinomorto ha lanciato il tag #8marzoTroll. L’idea mi sembrava buona: una sorta di raccolta di tutti i luoghi comuni sulle donne. Un modo di sottolineare, in maniera diversa, quanto la nostra cultura sia imbevuta di pregiudizi. Ecco qualche esempio

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Si sono cimentate, con successo, anche alcune donne. La cosa interessante da rilevare è che di questa cultura non è imbevuto solo il mondo maschile, ma anche quello femminile. Perché un padre lo abbiamo avuto tutti e le madri remissive sono un genere piuttosto frequente, soprattutto nelle generazioni che hanno preceduto la nostra. Quando mia moglie, che ha sempre guidato benissimo, si distrae o fa qualche scemenza mi dice che sta “diventando una donna”, mentre poi i danneggiamenti alle nostre auto sono in gran parte causa mia. C’è chi ha preso bene e con ironia il tentativo di questa mattina, e c’è a chi non è piaciuto

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Ora, il paragone mi è sembrato un po’ eccessivo. Ma è un segnale che l’8 marzo si è trasformato, per fortuna, da momento della mimosa a momento di rivendicazione di pari diritti, soprattutto su temi come il lavoro e la violenza domestica (almeno nei Paesi, per così dire, avanzati). E’ importante, perché serve a restituire all’8 marzo il suo senso originario: non a caso il nome vero è “Giornata internazionale della donna” e non “festa della donna”. Ecco, per rimanere sul paragone di cui sopra: non trasformiamola in un memoriale. O in quaderno di doglianze che il giorno dopo tutto il mondo (maschile e femminile) dimentica.

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