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Il Wi-Fi a “fusillo” e come andrà a finire

Il Corriere della Sera racconta la storia di Fabrizio Tamburini, uno scienziato di Venezia che si è inventato un modo per trasmettere i segnali radio e televisivi attorcigliandoli “a fusillo” (espressione usata dallo stesso ricercatore) e moltiplicando all’infinito i canali: dai cinque attuali a migliaia.

Faccio una previsione, sperando che sia smentita: verrà chiamato da qualche grande azienda o università a lavorare in Gran Bretagna o negli Stati Uniti. Tornerà con quintalate di premi scientifici e solo allora le istituzioni scientifiche italiane si ricorderanno di lui. Scommettiamo?

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Ultimi commenti

  • nottebuiasenzaluna 8 marzo 2012 / ore 13:53

    io non ci metto nulla. perderei al scommessa.
    però una la faccio ma la banco a zero: scommettiamo che fra un po’ ce la rimeniamo con le fughe dei cervelli, del come mai, dell’università che non ha fondi, del nepotismo, della meritocrazia?
    ah, dimenticavo: avete visto per caso in giro qualche capitano di industria che sia : italiano, coraggioso e sopratutto con soldi suoi , pronto ad assumere il nostro Tamburini? macchè, sono impegnati tutti a sbranare le infrastrutture già esistenti.

  • Alessandro Seno 6 marzo 2012 / ore 11:02

    La cosa più grave è che tornerà con tonnellate di brevetti di proprietà inglesi e americane. Ricordate che Marconi Ltd è una società inglese, non è stata fondata da Mussolini.