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La rete e la perdita della memoria

La copertina di Time, questa settimana, è dedicata alle “dieci idee che stanno cambiando la tua vita” e tra queste viene inclusa “your head is in the cloud”. Viene riportato il resoconto di una ricerca condotta un anno fa alla Columbia University e della quale si è parlato abbastanza diffusamente, dalla quale sono emerse alcune cose interessanti. La prima è che quando non conosciamo una risposta ad una domanda, la prima cosa alla quale pensiamo è dove trovare una connessione internet per cercarla. La seconda: non memorizziamo (o memorizziamo con maggiore difficoltà) le informazioni che siamo certi di poter reperire in rete. Memorizziamo, invece, il percorso attraverso il quale reperirla. Insomma, Google sta rovinando la nostra memoria?

La domanda instilla terrore. Di certo andiamo verso un pianeta sempre connesso e arriverà il momento nel quale il memorizzare alcuni tipi di informazione sarà come andare a cavallo, mentre il mondo viaggia in auto.

La domanda da porsi potrebbe essere un’altra: quale versione dei fatti troveremo? Sarà quella giusta, quella corrispondente o il più vicina possibile alla verità? Saremo in grado di discernere? Sapremo pescare il percorso giusto, scavare tra i risultati nella maniera più efficace? E ancora: ce la sentiamo di affidare a tre motori di ricerca o a un’enciclopedia on line ampiamente manipolabile il compito di essere tutti i giga che mancano al nostro cervello?

E Google saprà rispondere a tutte queste domande?

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Ultimi commenti

  • nottebuiasenzaluna 3 marzo 2012 / ore 23:39

    per suo limite fisico attualmente conosciuto il cervello dell’uomo non può contenere lo scibile raggiunto dall’insieme della sua storia.
    il discernimento resta di nostro dominio, e questo viene educato come la capacità critica e logica.
    attenzione alla manipolazione delle fonti di sapere e conoscenza. questa avviene da che nozione esiste.
    che sia orale , scritta su papiro o in bit nessuno sfugge dalla falsificazione o distorsione della informazione. a volte questo avviene per fatti distorsivi naturali come un errore di trascrizione o comprensione.
    il dramma è quando accade per motivi ideologici.
    ma qui nessun motore ti salva.