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Ok, lo dico: il benaltrismo su #occupyscampia mi ha rotto le balle

E’ vero, siamo gente da salotto e da computer o, per dirla con Salvatore Merlo dalle colonne del Foglio 

un branco di pesci metropolitani chiusi nel loro acquario portatile

Figuriamoci io, che non sono di Napoli, l’ho frequentata poco e resterò a Milano anche oggi. Ed è anche vero che la lotta alla camorra, la gestione complicata dei quartieri degradati e ultradegradati di una una città è “ben altro”. Ma è vero anche che c’è bisogno di simboli. Roberto Saviano, con tutti i suoi difetti, è uno di questi, come lo sono altri giornalisti minacciati o i testimoni di giustizia. 

Si può anche, però, provare a creare simboli nuovi. Che il coprifuoco della criminalità organizzata a Scampia ci sia oppure no e che la notizia fosse falsa poco importa. Prendere possesso simbolicamente di una piazza o una strada, che normalmente sono cedute in usufrutto esclusivo ai clan, è a prescindere un gesto simbolico importante. Anche grazie a quello che ancora Merlo definisce “demi monde televisivo”, il quale contribuirà a riportare sotto i riflettori le vicende napoletane. Operazione mediatica? Forse anche quello. Passerella? Probabile. Chi se ne frega. L’importante è che poi non ci si fermi là. 

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