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Il caso di Lusi e il caso di Conti non sono uguali

Le vicenda del senatore del PDL Riccardo Conti, che ha realizzato un’impressionante plusvalenza con la compravendita di un immobile a Roma, e quella del suo collega del PD Luigi Lusi, che ha distratto una dozzina di milioni dal bilancio della Margherita, vengono accostate con troppa facilità.

Lo ha fatto anche Sergio Rizzo, un paio di giorni fa, sul Corriere della Sera, scrivendo un commento che legava le due vicende in questo modo (partendo da Lusi). 

                               

E’ giusto che si indaghi sull’operazione immobiliare di Conti e sui dubbi che questa solleva, ma l’impressione è che l’ossessione di vedere il denaro come “sterco del demonio” sia dura da eliminare.

Per esser più chiari: Lusi è un ladro reo confesso, Conti è (anche) un immobiliarista. Per le stesse caratteristiche del suo mestiere maneggia soldi e contatti in maniera disinvolta. Se non ha usato la sua assai poco prominente posizione politica per realizzare l’affare non c’è nulla di “orribile, da ogni punto di vista”.

Piuttosto, farà bene la procura a puntare l’attenzione soprattutto su chi ha venduto e chi ha comprato. E gli psicologi a guardare più da vicino quello che fanno i vertici del loro Ente di Previdenza e Assistenza.  

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