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Non è che alla fine è (quasi) solo una questione di tasse?

Questa volta ci ho fatto caso davvero. L’Autosole, ieri pomeriggio, non era così affollata e ho gettato uno sguardo attento ai cartelli luminosi con i prezzi dei carburanti e l’indicazione del più conveniente. Il diesel andava da 1,619 (Erg) a 1,669 (Agip, se non sbaglio). Fatti i conti sono circa 2 euro e mezzo di differenza per un pieno. E’ vero che le compagnie tendono al rialzo dei prezzi rapido quando cresce il greggio e all’abbassamento lento quando il greggio scende. E’ anche vero che giocano molto sul fatto che il petrolio lo pagano in dollari e ce lo rivendono in euro e le fluttuazioni valutarie non modificano la strategia precedente di un’acca. Ma è vero anche che le differenze di prezzo dei carburanti ci sono, sono abbastanza rilevanti e dimostrano un certo grado di concorrenzialità. Il problema non sarà forse che il fisco pesa per il 60% e più sul prezzo? E soprattutto con meccanismi furbetti che prevedono la tassazione delle tasse come l’IVA sull’accisa?

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