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Alcune ore imbottigliati. Insensatamente.

Ai sindacati del trasporto pubblico locale serve davvero lo sciopero del trasporto pubblico locale? 

Se le ragioni di uno sciopero sono economiche (e quindi non per la sicurezza sul lavoro, licenziamenti inopportuni/ingiusti) gli obiettivi, a mio modo di vedere, sono due: creare un danno economico all’azienda per le ore di produzione mancata e far sapere che c’è una situazione di disagio, far passare un messaggio, far sì che i media ne parlino.

Dal lato del primo obiettivo, che lo sciopero di venerdì non l’abbia raggiunto è evidente. La richiesta dei sindacati, ossia “il ripristino dei finanziamenti al servizio pubblico locale e al servizio ferroviario universale e per il nuovo contratto della mobilità”, era per il Governo. Le aziende di trasporto locale, che possono poco, sono di proprietà dei Comuni, che possono ancor meno. I media ne parlano, è vero. Ma ne parlano solo per dare informazioni di servizio. Se si voleva trasmettere un messaggio ai cittadini, questo non è passato. 

Sarebbe un bene se i sindacati pensassero a forme di protesta un po’ più innovative, almeno in questo settore.  

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