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E’ scienza, non coscienza

Leggo con discreto fastidio il titolo di prima pagina di Repubblica: “Vaccini, la punizione dei medici obiettori”. Il riferimento è alla decisione della federazione dell’ordine dei medici di avviare procedimenti disciplinari, che possono portare fino alla radiazione dall’albo, nei confronti di coloro che consigliano alle famiglie di non vaccinare i propri figli. Ma cosa è l’obiezione di coscienza? Peschiamo dalla Treccani

Rifiuto di sottostare a una norma dell’ordinamento giuridico, ritenuta ingiusta, perché in contrasto inconciliabile con un’altra legge fondamentale della vita umana, così come percepita dalla coscienza, che vieta di tenere il comportamento prescritto. Il contenuto dell’o., dunque, si snoda in una duplice direzione: una negativa, di rifiuto di una norma posta dallo Stato, e una positiva, di adesione da parte del soggetto a un valore o a un sistema di valori morali, ideologici o religiosi.

Chiaro? Si parla dell’adesione a valori morali, ideologici o religiosi. Dunque, per esempio, l’obiezione di coscienza di ginecologi, ostetriche e infermieri contro l’aborto ha un suo fondamento religioso o morale. Non mi piace, va analizzato quanto sia collegata agli scatti di carriera nelle regioni a guida antiabortista, trovo ingiusto che ci siano intere province italiane nelle quali la legge 194 è di difficilissima applicazione, ma si tratta di una scelta non dissimile da quella che si praticava quando c’era la leva obbligatoria. Una scelta di coscienza, appunto.

Qua, però, la coscienza c’entra poco o nulla. I vaccini sono una delle maggiori scoperte della storia della medicina: il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie, scrive che i vaccini sono – dopo le misure igieniche, come la distribuzione di acqua potabile alla popolazione – il più efficace ed economico intervento di salute pubblica che sia stato inventato.

Questa cosa la dice la scienza, non lo dice una legge. Ci sono migliaia di test realizzati in laboratorio e fuori dal laboratorio, a volte pagati dalle terribili case farmaceutiche, ma molto spesso realizzati dai Governi o dalle organizzazioni internazionali che si occupano di questi temi, ma soprattutto abbiamo uno dei più ampi esperimenti naturali mai realizzati in campo medico: le nostre vite. Un esperimento naturale – specie in economia, dove è difficilissimo farli – consiste nell’osservare cosa succede quando introduciamo un nuovo elemento in un contesto che non controlliamo, fuori dal laboratorio. E l’esperimento naturale dei vaccini è riuscitissimo.

Per esempio si stima che, prima dell’introduzione del vaccino nel 1980,  il morbillo uccidesse 2,5 milioni di persone all’anno in tutto il mondo; oggi sono 114mila.

Quella contro i vaccini non è obiezione di coscienza, termine nobile, che richiama idee, ideali o fede. La lotta contro i vaccini è, molto semplicemente, la negazione di evidenze scientifiche.

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Ultimi commenti

  • Manlio Converti 24 luglio 2016 / ore 17:14

    La vergognosa manipolazione di questo articolo che giustifica i moralisti della propria parte, comunque a danno dei criteri scientifici, che spiegano benissimo che il benessere delle donne e dei figli desiderati passa proprio attraverso la legge 194 e quindi sulla’abolizione della pratica dell’obiezione di incoscienza, numeri più evidenti per le ITG, ci dà conto dell’ignoranza della classe medica italiana, misogina e, si legge tra le righe, omofoba!
    Le conoscenze scientifiche non sono mai state parola di Dio, ma costrutti culturali esattamente come le leggi. Il problema ovviamente si pone quando si usa l’uno o l’altro o l’inventata parola di Dio per manipolare la realtà ai danni di qualcuno!
    D’altra parte se esiste la libertà, allora non si può obbligare a vaccinare.
    Se invece esistono criteri scientifici superiori, a qualsiasi titolo, evidentemente non può essere più leggitima l’oscenità dell’obiezione di incoscienza o le torture chiamate terapie riparative!
    Grazie

  • Jonny Dio 24 luglio 2016 / ore 16:30

    D’accordo sul resto, ma il paragone con il servizio militare non regge. La leva obbligatoria, era, appunto, obbligatoria, per cui si tratta di obbligare un pacifista ad imbracciare un’arma. Non credo che diventare ginecologo sia altrettanto obbligatorio, neanche per chi studia medicina. Se sai che una scelta comporta determinati compiti, sei libero di non farla, non esiste che la fai lo stesso e poi ne contesti solo una parte. Almeno, per coerenza, dovresti sostenere che il ginecologo non abortista dovrebbe essere retribuito in misura inferiore.
    Il paragone con l’esercito reggerebbe solo se l’obiezione di coscienza fosse possibile anche per chi si arruola volontario, auto-esonerandosi così dai compiti operativi, per dedicarsi solo alla logistica. Cosa che, fortunatamente, non sta nè in cielo nè in terra.

  • Manlio Converti 24 luglio 2016 / ore 09:59

    Quanta assurda violenza che abusa due volte delle donne, la prima nel negare l’applicazione della legge sull’aborto la cui realtà migliora e salva la vita a migliaia di donne altrimenti vittime di mammane, disperazione o rischio mortale quando viene negata l’ITG, poi quando si nega ai genitori il diritto di scelta.
    Fate carte false contro la parità di genere nelle scuole, stavolta per omofobia, citando il diritto a diseducare i figli e poi si concorda su questioni alla moda come la libertà di vaccinare?
    La logica aristotelica è sufficiente per smontare la violenza del suo paragone immorale!
    La stessa logica, per salvare vite, obbliga invece ad estendere la punizione della Fnomceo contro gli obiettori di incoscienza, i sanitari omofobi e quelli che fumano!
    La norma scientifica infine è un costrutto culturale esattamente come quella giuridica, entrambe di coerenza

  • Pietro Casetta 23 luglio 2016 / ore 19:31

    Credo sia importante rientrare nei ranghi scientifici, quindi epistemologici, quando si parla di vaccini. Il filosopo Popper, col suo celeberrimo esempio “dei cigni neri”, introduce il concetto di fallibilità (non verificabilità) dell’ipotesi scientifica. Basta un solo cigno nero su milioni di cigni bianchi per cambiare la tesi “Tutti i cigni sono bianchi” in “Tutti i cigni finora osservati sono bianchi”. Basta quindi un solo caso di effetto collaterale fortemente negativo per cambiare la tesi “I vaccino non nuocciono” in “I vaccini non nuociono in tutti i casi da noi osservati”. Khun correggerebbe ulteriormente come “I vaccino non nuocciono in tutti i casi da noi ritenuti degni di considerazione”. Visto però il riemergere di patologie che si credeva scomparse e dalle quali è possibile difendersi solo con i vaccini, sarebbe il caso di riconoscere l’esistenza di effetti collaterali fissandone dei protocolli, e di indennizzare le famiglie coinvolte. Essendo pochissime, i costi sarebbero accettabili. Chiaro che ciò sarebbe possibile solo attraverso un approccio dialettico (quindi scientifico) e non dogmatico (quindi pseudo scientifico, teologico) al problema. Grazie. Pietro Casetta

  • Gianluca 21 luglio 2016 / ore 19:05

    Salve sott. Spetia,

    ha chiuso il suo articolo con “La lotta contro i vaccini è, molto semplicemente, la negazione di evidenze scientifiche”.
    Bianco o nero.
    Vorrei chiederle se però può essere ragionevole parlare anche di un terzo piano in cui sui può incastrare questa annosa vicenda, che non è la “lotta” e nemmeno il suo opposto, ma è semplicemente informativo, a beneficio di persone e vaccini.

    Esiste questa evidenza scientifica:
    [Analisi fiale vaccini]
    https://goo.gl/G01Cmb

    Non ho ancora trovato nessuno che mi abbia tranquillizzato, dove per tranquillizzato intendo con evidenze scientifiche che possano smentirne i’inquietante contenuto. Non lo fa il Ministero della Sanità, non lo fa l’industria, non lo fanno gli organi d’informazione. Eppure è un’evidenza scientifica.

    Qual è il suo parere di giornalista?

    Grazie per l’eventuale e gradita risposta.
    GB

  • ubello 21 luglio 2016 / ore 11:05

    Infatti, l’utilità dei vicini è innegabile. contesto la questione dell’aborto, se uno si trova “incapace” di dare un servizio sanitario (per qualsiasi problema personale, come etica e morale) quando etica e morale della maggioranza sono a favore dell’aborto, deve cambiare lavoro o limitarsi ad altro ramo della medicina: chiaro che se fosse sorpreso a praticare aborti fuori dell’ufficialità della sanità pubblica, dovrebbe essere immediatamente espulso dall’ordine dei medici!